La Bottega dei sapori
Sospinti da un’audacia, motivata dagli iniziali segnali di fragilità del paese, i grignetti erano attivi ormai da 4 anni e la proloco del nuovo mondo da circa uno. Già al tempo si discuteva di come rilanciare Fano e creare nuove opportunità per il futuro. Il nichilismo era ancora lontano ma improvvisamente segnali nefasti su addensarono all’orizzonte. Contro ogni immaginazione o ragionevole previsione, giunse la notizia che l'emporio di Valentino si apprestava alla chiusura. La già bottega di Pietrantonio, divenuta poi il regno di Blek (nickname, al tempo impronunciabile, di Valentino), era un simbolo intoccabile di un'intera comunità. In quello spazio, professionalmente sobrio e meticoloso, non erano passati solo alimenti, detersivi e tabacchi ma anche storie, passioni, politica e soprattutto memoria. Proprio così. Grazie a Valentino la memoria civica aveva trovato in quel luogo una profondità antropologica e li si poteva rovistare nelle storie del passato. Quando fu il momento di fare i conti con la chiusura ed elaborarne le ragioni, cominciarono le consultazioni per cercare una soluzione alternativa. Molte le riunioni per identificare aspiranti gestori, location, prodotti da privilegiare e strategie difensive (era già chiaro infatti che nessuno in paese avrebbe riprodotto la qualità e la professionalità di Valentino). Ad un certo punto però fu fin troppo chiaro che, in linea con la migliore tradizione della borghesia fanese, le riunioni erano infruttuose e i tentativi destinati a fallire. Ma nel momento della resa si materializzò una piacevole ed inattesa sorpresa. Un ragazzo di Intermesoli, un certo Simone, 20 anni, avrebbe rilevato l'attività e continuato la tradizione dell'emporio. Dopo poco la certezza fu che avrebbe aperto il negozio, l’unica novità il locale diverso a cui avremmo dovuto abituarci. E poi, al solito, un po’ di scetticismo. Soprattutto la giovane età, l'inesperienza, la provenienza (era pur sempre un chicocciaro, cioè persona proveniente da Intermesoli e quindi potenziale sfasciasigge - termine usato nella tradizione per indicare la propensione di quella comunità alla lite e alla rissa). Ma il tempo, si sa, è galantuomo e Simone giorno dopo giorno dimostrò con discrezione quello che valeva. Una bella location, i prodotti di qualità, la professionalità inaspettata e una dedizione certosina fecero di lui un eroe. Nacque così, come meno te l'aspetti, la Bottega dei Sapori. Gli anni a seguire, mentre il successo commerciale della bottega si definiva sempre meglio, nel paese si consolido’ una consapevolezza più profonda. Simone non era solo la bottega. Simone era uno di noi. E la bottega non era solo una bottega. Era uno stile. Un modo di vivere il paese, una dimensione intima, uno spazio protetto. E così, anno dopo anno, la Bottega dei Sapori divenne ciò che per anni era stato l'emporio Valente. Mentre il modo diveniva sempre più social, la bottega raccolse le storie, i pezzi di vita, i dolori e le gioie, gli amori e le delusioni di tanti ragazzi che nella bottega trovavano l'umanità che la società globale ormai non concedeva più. La storia però, con l’era moderna, avrebbe riservato altre sorprese. E siamo ad oggi. Il calo demografico, i terremoti, la chiusura di Prato Selva, il senso di resa hanno provato l'intera comunità. Così Simone e la sua Bottega, dopo una resistenza gloriosa, hanno deciso di volgere al termine. Che sia un problema economico o la crisi personale di un ragazzo che si è speso troppo è questione marginale. Le ragioni sono insindacabili, le analisi a questo punto inutili. Ora che gli scaffali sono vuoti, la loro graffiante tristezza ci ricorda quanto è stata importante quell'attività. E ci ricorda anche che, in un periodo difficile come è stato l'ultimo, si poteva fare di più per non lasciare solo questo angolo di mondo. Ma questa è la vita. Le cose iniziano e finiscono. Tuttavia una cosa è certa. Simone commerciante e imprenditore si appresta ad andare via da vincitore, tra gli applausi, per quello che ha fatto e per quello che ha dato. Qualunque cosa accada, il ragazzo, ormai diventato uomo, rimarrà per sempre uno di noi.
I Grignetti
PS Caro Simone, quella serranda alzata ci da ancora un filo di speranza. Noi inossidabili ottimisti ti aspettiamo. Avanti tutta


