La leggenda di
San Martino

"Inseguito dai nemici, San Martino cercò ricovero nella casa di un contadino. Questo buon uomo, non avendo dove meglio, lo fece nascondere in una botte vuota. Arrivati, gli sbirri lo cercarono anche in cantina; ma trovarono che tutte le botti, vuote da anni, erano piene. Peggio per le botti! Bevvero, bevvero tanto che caddero briachi fradici, e il santo, senza molestia alcuna, poté andare pè fatti suoi."

Ecco perché San Martino è protettore del vino e nel dì della sua festa si spillano le botti.



L'antica processione

Anche il clima di baldoria ed allegria che contraddistingue l'evento ha tracce antiche traendo verosimilmente origine da un corteo festoso dedicato al santo.

"...nei nostri comuni, forse senza eccezione, nelle prime ore della notte che precede la festa, un'accozzaglia di monelli e di beceri chiama a raccolta le persone più notoriamente devote al santo; e con qualche tamburo vecchio, campanacce, padelle, cannelli di canna da urlarvi dentro, ed altri strumenti di simil fatta, portando lumi dentro delle zucche vuote, vanno in giro e strepitano più che mai innanzi alle case di coloro che alla finta processione sono in obbligo di andare per fare onore al patrono".



Prenotazioni

Se volete partecipare alla nostra festa di San Martino sarete i ben venuti.
Vi conviene però prenotare un tavolo dato che la piccola e suggestiva Piazza Prato non offre più di tanto spazio per la disposizione dei tavolini.
Per prenotare contattateci o inviateci una e-mail indicando il nome e il numero di posti da riservare.
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San martino

Festa di castagne, cornuti, tritume e vino
La festa dedicata a San Martino è uno degli appuntamenti più tradizionali della cultura popolare abruzzese (sebbene non sia diffusa in tutte le province). Secondo le fonti storiche San Martino è sinonimo di abbondanza "Ce sta lu sande Martine…ce n'è molto, c'è copia… onde il saluto che si fa nell'arrivare dove si fa il pane, il mosto, il sapone, l'olio, ecc., è "Sande Martine!".
Probabilmente per ragione della cornu copiae - già simbolo dell'abbondanza - si riconosce a San Martino il patronato dei becchi bipedi".
Nel nostro paese è oramai usanza consolidata dedicare al santo una festa profana che si tiene tipicamente in Piazza Prato (vedi foto), uno degli scorci più caratteristici di Fano. La festa prevede abbondanti libagioni (salsicce alla brace, pecora alla callara - piatto tipico della pastorizia locale-, bruschette, pasta al sugo di pecora) accompagnate da musica popolare.
Protagonisti assoluti dell'evento sono tuttavia le castagne arrostite ed il vino novello: la castagna, frutto tipico della stagione autunnale, è sempre stata tenuta in buon conto nella cultura popolare rappresentando il "pane dei poveri"; il vino nuovo è tradizionalmente legato ai giorni di San Martino periodo in cui vengono spillate le botti.
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